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Archivio per la categoria ‘nano’
23 set

Nanonews da Nòva

Il movimento del litio
Nel tentativo di migliorare le performance delle batterie agli ioni di litio, i ricercatori del Laboratorio nazionale statunitense Oak Ridge hanno sviluppato un nuovo tipo di microscopio a scansione chiamato Esm, «electrochemical strain microscopy». Come hanno spiegato su «Nature Nanotechnology», questo strumento offre un tale dettaglio da permettere di osservare il flusso degli ioni all'interno delle batterie ricaricabili. La sua risoluzione, secondo uno degli studiosi coinvolti nel progetto – Sergei Kalinin – supera «di sei o sette ordini di grandezza» quelle ottenibili con altre tecniche. L'Esm potrà essere utilizzato per comprendere come le caratteristiche su scala nanometrica dei materiali usati negli elettrodi influenzino le performance complessive delle batterie agli ioni di litio. Nel frattempo un'industria privata dell'Arizona, la Spheric Technologies, ha annunciato di avere sviluppato una tecnologia che riduce di 20 volte il tempo necessario per la produzione di un materiale usato nei catodi. Questa tecnica si basa sull'utilizzo delle microonde, e potrebbe contribuire a ridurre il costo di fabbricazione delle batterie ricaricabili. (an.car.)

Nanomaciste
Fino a 117 volte più forte dell'acciaio, e 30 più del kevlar, il tessuto sintetico utilizzato nelle vele, nei giubbotti antiproiettile e in molte altre applicazioni in cui è richiesta la massima resistenza. Anche questo sono i nanotubi di carbonio: elementi che possono resistere a pressioni e tensioni enormi, molto superiori ai limiti suggeriti finora. A dimostrarlo sono alcuni esperimenti condotti da Stephen Cronin, del dipartimento di ingegneria dell'Università di Los Angeles, durante i quali i singoli nanotubi, sottoposti a forze di diverso tipo, ma sempre molto più grandi di quelle provate fino a oggi, hanno svelato un'elasticità mai sospettata. La scoperta, di cui dà conto Acs Nano, lascia intravvedere nuove, futuristiche applicazioni tra le quali – esempio fatto dallo stesso Cronin – l'utilizzo come cavi per ascensori spaziali, che proiettino oggetti al di fuori dell'atmosfera terrestre. (a.cod.)
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09 set

Nanonews da Nòva

MICROFARMACI
Tutte le forme dell'Rna

Usare spezzoni di Rna come mattoncini Lego, e assemblarli in diversi modi per far rilasciare alle macrostrutture ottenute nanomolecole terapeutiche quali gli Rna a interferenza (iRna) o silenzianti (sRna), perché più del 90% del genoma umano passa dall'Rna per la trascrizione, ed è lì che si deve agire se si vuole interferire in maniera efficace. È la proposta dei ricercatori dell'Università di Santa Barbara, che hanno costruito vari poli Rna nano sfruttando la capacità di questo acido nucleico di formare aggregati detti poliedroni. Come illustrato su «Nature Nanotechnology» e «Nature Chemistry» in due lavori usciti in contemporanea, con questo sistema è possibile ottenere polimeri cubici di 6, 8 o 10 molecole che danno origine a forme diverse; l'Rna, poi, offre altri vantaggi: è un materiale endogeno e non genera dilemmi di tipo etico e, oltretutto, non richiede sostanze sintetiche o animali per essere realizzato. (a.cod.)

MOF
Scarti commestibili

Servono per immagazzinare l'idrogeno, la CO2 e altri gas (anche nei serbatoi delle auto), per il confezionamento di strumentazioni mediche e per la conservazione degli alimenti. Sono i Mof (da metallo-organic framework), sostanze in uso già dal 1999 e derivate dai prodotti di scarto dell'agricoltura. Presto, però, potrebbero diventare ancora più verdi e commestibili. Un po' per caso, come riferito su «Angewandte Chemie», un gruppo di chimici della Nortwestern University, che stava studiando variazioni dei prodotti classici, ha infatti messo a punto i nuovi Mof, del tutto edibili e ottenibili partendo da materie prime derivate anche dalla filiera del riciclo. I componenti di base sono infatti la gamma-ciclodestrina, uno zucchero a 8 anelli di solito scarsamente utilizzato e ricavato da vari amidi, il cloruro di potassio, sostituto del normale sale da cucina, il potassio benzoato, uno dei conservanti più usati e un alcol derivato dal grano chiamato Everclear. Con questi ingredienti, i chimici statunitensi hanno ottenuto cristalli che possono essere utilizzati per formare strutture di base per plastiche altamente versatili, economiche ed eco-compatibili. Al gusto di ginger. (a.cod.)
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