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Archivio per la categoria ‘neuro’
23 set

Neuronews da Nòva

Al posto della cannabis
Un gruppo internazionale di studiosi – in prima fila ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e delle Università di Parma, Urbino e Napoli Federico II –, potrebbe avere trovato la strada per una nuova strategia contro il dolore, senza controindicazioni. Gli studiosi sono partiti dall'analisi del funzionamento del recettore cannabinoide Cb1, la cui attivazione attenua il dolore. Purtroppo, le sostanze – come gli oppioidi – che attivano questo recettore spesso superano la barriera tra il sangue e il cervello producendo effetti indesiderati come la dipendenza. La molecola prodotta dai ricercatori, tra i quali Daniele Piomelli e Roberto Russo, agisce inibendo un enzima che degrada una sostanza prodotta naturalmente dal corpo umano, l'anandamide, che a sua volta attiva il recettore cannabinoide agendo come antidolorifico. Il vantaggio di questa nuova molecola, chiamata Urb937, è quello di agire sul sistema nervoso periferico senza coinvolgere il cervello. I ricercatori hanno spiegato su «Nature Neuroscience» che questa scoperta offre una visione innovativa «per il controllo intrinseco del dolore», e ha le potenzialità per condurre allo sviluppo di un nuovo tipo di analgesico. (an.car.)

Di geni ne basta uno
Sembravano 21, ma quello che conta davvero è uno solo, perché solo uno dirige e coordina l'attività degli altri 20. Cambia profondamente l'idea della regolazione genica della sintesi e del funzionamento dei motoneuroni, le cellule nervose responsabili del movimento, dopo la pubblicazione dei dati ottenuti dai neurologi della Howard Hughes Medical School di New York sugli animali.
E, con essa, potrebbe mutare l'approccio a malattie devastanti quali la sclerosi laterale amiotrofica, o morbo di Lou Gherig. Secondo i risultati riportati su «Neuron» (ottenuti sopprimendo un gene alla volta negli animali), infatti, tutti e 20 i geni della famiglia Hox, conosciuti come regolatori dell'espressione, da molti anni, hanno bisogno dell'attività di uno solo, chiamato Hoxc9, per funzionare armoniosamente e permettere la maturazione dei motoneuroni spinali. (a.cod.)
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09 set

Neuronews da Nòva

CORTECCIA CEREBRALE
Anche il verme ce l'ha

In maniera totalmente inaspettata, un gruppo di ricercatori del Laboratorio europeo di biologia molecolare di Heidelberg ha scoperto in un verme marino l'antenato della nostra corteccia cerebrale. Gli studiosi, guidati da Detlev Arendt, hanno infatti individuato nel Platynereis dumerilii la presenza del pallio, ossia della struttura nervosa che corrisponde a quella umana. Questo verme condivise un antenato comune con la nostra specie 600 milioni di anni fa, e potrebbe spiegare come mai negli invertebrati non si sia poi sviluppato un organo cerebrale analogo a quello dei mammiferi. Secondo Arendt, questa scoperta dimostra anche che «il pallio è molto più antico di quanto si fosse mai supposto, probabilmente antico quanto gli stessi animali». Inoltre, la presenza di questo antenato della corteccia cerebrale in un verme proverebbe che il pallio emerse nel Precambriano come adattamento alla vita oceanica. La ricerca è stata pubblicata su «Cell». (an.car.)

APPRENDIMENTO
Difficoltà linguistiche

Apprendere l'inglese è più facile che imparare l'arabo. Durante il processo iniziale di studio di questa seconda lingua, infatti, l'emisfero cerebrale destro non viene coinvolto a causa della complessità dei segni grafici utilizzati, e ciò indicherebbe la maggiore fatica richiesta allo studente. È questa la conclusione alla quale è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università di Haifa, guidato da Zohar Eviatar e Raphiq Ibrahim, che è partito dalla constatazione dell'esistenza statistica di diversi tempi di apprendimento linguistico a seconda degli idiomi. Come hanno spiegato su «Neuropsychology», l'utilizzo nella scrittura araba di segni grafici simili per indicare suoni e lettere diversi costituisce una sfida particolarmente difficile per l'emisfero destro, che normalmente si serve di informazioni globali per identificare le lettere. Lo studio fornisce anche alcune indicazioni pratiche per ottimizzare l'insegnamento di questa lingua. (an.car.)
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02 set

Neuronews da Nòva

AUTISMO
Stimoli multisensoriali

I bambini autistici non processano le informazioni sensoriali come i pari età: impiegano più tempo e, con ogni probabilità, attivano circuiti neuronali differenti. La scoperta, effettuata dai neurologi dell'Albert Einstein College della Yeshiva University, conferma con dati strumentali osservazioni empiriche emerse e fornisce nuove chiavi diagnostiche e interpretative di un disturbo per molti aspetti ancora sfuggente. Per giungere alle conclusioni, i ricercatori hanno sottoposto 17 autistici e 17 coetanei (tra i 6 e i 16 anni) alla visione di immagini mentre in sottofondo si udivano suoni e vibrazioni collegate al video, ma anche del tutto estranee. Allo stesso tempo hanno registrato l'eeg ed elaborato i tracciati secondo un programma che misura l'integrazione multisensoriale, scoprendo così – come riferito su «Autism Research» – che se i bambini non autistici impiegano in media 100-200 millisecondi per elaborare uno stimolo multisensoriale, agli autistici ne occorrono in media più di 300. (a. cod.)

PSICO-BISOGNI
L'altra piramide

Per definire i bisogni psicologici fondamentali, fino dagli anni 40 si fa riferimento alla piramide di Maslow, schema che pone al massimo livello la soddisfazione di necessità elementari quali fame, sete, sesso. Senza tali bisogni, l'uomo non può pensare a tutto il resto. La scala era stata stilata dallo psicologo Abraham Maslow in base a deduzioni empiriche, e anche per questo gli psicologi dell'Università dell'Arizona hanno deciso di proporne, su «Perspectives on Psychological Sciences», una versione aggiornata e basata su quanto psicologia, antropologia e scienze sociali hanno acquisito in quasi un secolo. Ed ecco la sorpresa: se alla base la situazione non cambia molto, al vertice non compaiono più la realizzazione di sé e il riconoscimento sociale, ma la ricerca e il mantenimento delle relazioni affettive, seguita dalla genitorialità, considerata l'aspirazione più alta una volta che siano state soddisfatte necessità primarie. (a. cod.)
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